Il blog di Orlando Duque, Parte 5: Nessun ritiro

Orlando Duque
La leggenda colombiana è intenzionata a combattere fino all'ultimo, nonostante l'infortunio

Ciao a tutti,

l'ultima è stata un'altra gara molto dura per me. Due dei peggiori risultati della mia carriera. La spalla mi fa ancora male. Il braccio sinistro e il fianco mi si intorpidiscono al contatto con l'acqua, quindi per tornare a riva posso usare solo l'altro braccio.

Questa settimana ho un appuntamento con lo specialista, mi attendono una risonanza magnetica e, successivamente, un piano di riabilitazione. Ho solo cinque settimane per tornare a casa e prepararmi alla tappa cilena. Dovrebbe bastare per recuperare al 100%, anche se le fredde acque del lago non sono l'ideale. Ma non voglio ritirarmi forzatamente. Voglio l'ultima parola. Voglio qualche altra stagione.

Mostar è una città che vive per i tuffi. C'è una tradizione vecchia di 450 anni, la gente si tuffa dal ponte per gare e dimostrazioni. Un ponte che è stato distrutto e ricostruito. Qui la gente conosce a memoria la classifica, sa chi sta facendo cosa e come lo sta facendo, è ciò è fantastico, si respira una bella atmosfera.

Una settimana difficile quella per Duque a Mostar, un luogo che per lui è una seconda casa. Foto: Romina Amato/Red Bull Content Pool.

C'era un po' di vento sul ponte, e lì sopra lo sentivamo. Ha anche piovuto molto. Inoltre tenevano aperta la diga per far scorrere un po' d'acqua. Il problema non riguardava tanto il cambiamento del livello dell'acqua, quanto più la corrente del fiume. Ci si deve adattare.

Gary, Steven e Jonny sapevano benissimo di essere in lizza per il titolo, quindi erano molto concentrati. Gary stava avendo problemi con il tuffo, ma questa volta è andato tutto per il meglio. Nulla riesce a turbare Gary. Era in una posizione scomoda, ma poi ha realizzato quel suo super tuffo, di nuovo, e ha vinto. Calmo e tranquillo nel momento di pressione e pericolo, anche dopo il brutto incidente di Sergio Guzman.

Anche Steven è andato bene. Jonny ha commesso qualche piccolo errore che lo ha intralciato nel round finale, ma è ancora in lizza per il titolo. È in questo momento che tutti danno il meglio di sé, sia per il titolo, ma anche per la qualificazione alla prossima stagione: solo i primi 6 si qualificano automaticamente.

Duque viene visto dalla fisioterapista degli atleti, Angela Passenbrunner, durante la gara di Mostar. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

È pazzesco il podio di Nikita. Dimostra quando lo sport sia cresciuto. Ha partecipato ad altre competizioni, ma per essere la sua prima volta con il format Red Bull, ha fatto faville. Anche durante gli allenamenti mi è parso molto bravo. Sono davvero felice per lui.

È molto giovane, e rappresenta il futuro dello sport. Salire sul podio lo motiverà ancora di più per la prossima stagione. Ha realizzato il suo tuffo più difficile al terzo round, quindi in quello finale si è potuto rilassare un minimo con un tuffo un po' più semplice.

Assurdo invece cosa è successo a Sergio. Sin dal primo momento ho capito che c'era qualcosa che non andava. La parte iniziale del tuffo era già sbagliata di suo, e quello ti fa capire che anche durante il volo qualcosa andrà storto. Si può correggere la cosa, ma un altro piccolo errore successivo gli ha impedito di completare la rotazione.

Normalmente impattiamo l'acqua e finiamo in un punto in cui c'è un po' di aria, quindi anche se qualcosa va male riusciamo comunque a riemergere per conto nostro, ma nel fiume la corrente ti trascina sul fondo. Gli scuba diver hanno dovuto cercarlo e recuperarlo.

Hanno fatto un gran lavoro, perché in 10 secondi era già fuori. Prima lo hanno messo sulla barca, poi ci hanno fatto segno che, nonostante il dolore, respirava ed era tutto ok. Non ho mai avuto un impatto del genere in vita mia. Solo una volta mi feci male alle costole, e fu difficile respirare per alcuni giorni, ma è uno degli inconvenienti del mestiere.

Gli infortuni fanno parte del mestiere, parola di Duque, ma non intende ritirarsi prima di qualche altra stagione. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Alessandro è molto amico di Sergio, e subito dopo toccava a lui. Jonny era sul ponte a parlare con Alessandro, per farlo concentrare a dovere prima del tuffo. Lo ha messo da parte per un attimo, ha fatto un gran tuffo, e poi è andato a sincerarsi delle condizioni del suo amico, subito dopo.

Ora ci attende un po' di riposo: il 6 ottobre andrò alla partita della nazionale di calcio colombiana contro il Paraguay. Se la vinciamo, ci qualificheremo per i Mondiali di Russia del 2018.

È stato divertente assistere all'incontro col Brazile, qualche settimana fa. Hanno giocato bene ed è finita in pareggio. Buona la difesa su Neymar Jr. In un secondo riesce a fare grandi cose, quindi sono riusciti a pressarlo a dovere. Davinson Sanchez ha fatto un attimo lavoro. La squadra è giovane e molto forte.

Seguo anche il ciclismo, che è molto amato in Colombia. L'anno scorso ero ad assistere alla tappa finale del Tour de France, a Parigi, quando Nairo Quintana arrivò terzo. Sono sempre in contatto con alcuni ciclisti professionisti. Mi sveglio prestissimo quando sono in Colombia e devo seguire l'intera tappa in televisione.

Sono amico di Nairo, in quanto siamo entrambi stati nominati "Sportivi colombiani dell'anno". Ha vinto lui, ed è una grande persona, umilissima. Se gli scrivo, mi risponde. È un grande esempio per i colombiani.

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