Il blog di Orlando Duque, Parte 2: Zero Pressione

Dean Treml/Red Bull Content Pool
Il colombiano ci parla della sua incredibile vittoria nelle Azzorre

Orlando Duque, una vera leggenda del cliff diving, è tornato ad assaporare la vittoria in World Series dopo quattro anni di digiuno. Un trionfo ottenuto in occasione della seconda tappa del campionato, tenutasi a São Miguel, nelle Azzorre. Il suo blog personale continua da qui, con un nuovo post in cui ci parla della sua impresa (e non solo).

Ciao a tutti,

è stata una gara difficile quella di São Miguel: all'ultimo round potevano essere in 5 o 6 in lizza per la vittoria, dato che il terzo tuffo è andato malissimo.

Tutti sembravano tirare vere e proprie bombe, una dopo l'altra. Boom! Boom! Boom! Non so se il problema fosse legato all'altezza. Di sicuro abbiamo tutti commesso errori, ma siamo riusciti a raggiungere il gran finale.

Il podio sembrava già stabilito. Gary Hunt, a causa di un piccolo infortunio, non ha brillato nei primi round, ma alla fine è tornato ampiamente in gara. Con il coefficiente di difficoltà dei suoi tuffi, se lo è meritato per davvero. Lo stesso vale per Steven LoBue, che è andato alla grande, nonostante il tuffo fosse nuovo di zecca.

C'erano tante persone sulle barche, molte delle quali si sono ricordate di me. Qui sono arrivato secondo per tre volte, e ho sentito gridare "Vincerai, Orlando! Nessun secondo posto!". È una bella sensazione quando qualcuno si ricorda di te.

Gli spettatori hanno donato tantissima energia ad Orlando per il suo tuffo finale nelle Azzorre. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Ad essere sincero, non ho sentito alcuna pressione. Qualche giorno prima della gara ho parlato con un amico, che mi ha detto: "Scordati della pressione e goditi il momento. Hai vinto tante gare". Sapevo di essere tra i favoriti, ma prima di tutto avrei dovuto tuffarmi.

A proposito di amici, tutti gli atleti in gara sono molto amici tra loro. Ovviamente nel vivo dell'azione tutti vogliono vincere e chiunque è pronto a fare di tutto per battermi, ma alcuni di noi si allenano insieme in piccoli gruppi. È un gruppo molto affiatato.

Non ci sono segreti. Bisogna preparare i tuffi, non si possono attendere miracoli di alcun genere.

Quando ci sono le telecamere, cerco di non guardarle, cerco di non pensare né a loro, né ai sub che mi aspettano in acqua. Quando mi tuffo, guardo solamente chi deve darmi il via, poi raggiungo il bordo della piattaforma.

Di nuovo in vetta: la leggenda si è assicurata la sua prima vittoria in World Series dal 2013, e il suo primo podio degli ultimi due anni. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Il clima è stato ottimo questo weekend, il che ha aiutato non poco. Mi sono versato un po' di acqua addosso, perché faceva davvero caldo. Nemmeno un filo di vento. Nemmeno un'onda.

Era tutto piatto e cristallino. Bello. Senza il freddo e il vento dell'Irlanda, ci si concentra molto più facilmente.

Orlando si gode un selfie celebrativo con sua moglie Catalina. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Per ora non penso alla classifica generale. Ho abbastanza esperienza da sapere che ci aspetta una stagione molto lunga. Mancano ancora tante gare alla conclusione, e sia io che Gary dobbiamo preoccuparci anche del nostro corpo.

Sto lavorando duramente con il mio fisioterapista per essere sicuro che torni il più presto alla normalità. Di sicuro, sarebbe un sogno vincere il titolo.

Ci sentiamo tra qualche settimana, direttamente dall'Italia!

Orlando

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