Adattarsi ad un terreno insolito

Steven LoBue
Ecco come si preparano i cliff diver a passare dalle piattaforme alle scogliere

Tuffarsi dalle grandi altezze non è niente di eccezionale per l'élite del cliff diving, ma in una competizione come la Red Bull Cliff Diving World Series, è inevitabile incontrare ostacoli fuori dall'ordinario, come il doversi tuffare direttamente dalle scogliere. Come accade ad esempio a São Miguel, nelle Azzorre portoghesi, dove gli atleti tornano alle radici del vero cliff diving, eseguendo due tuffi su quattro posizionandosi precariamente sulla nuda pietra. È una visione pazzesca per gli spettatori, ma come fanno gli atleti ad adattarsi ad una simile condizione, dovendo dire addio alla tranquillità (relativa) e comodità di una solida piattaforma, in favore di un trampolino di lancio così irregolare?

Per Jonathan Paredes è la quinta gara in questa impressionante location situata nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico, e il "maestro di stile" messicano non esita a considerare fondamentale la preparazione mentale per una simile sfida:

"Tuffarsi in quest'isola è sempre difficile," ha spiegato il 26enne, che ha iniziato la stagione con un 6° posto in Irlanda. "Tutto ciò che sai, dalla postura al giusto tempismo nel tuffo, va tutto stravolto. È una questione più mentale che fisica. Bisogna essere forti mentalmente per dare il massimo e comportarsi come se fosse una cosa normale."

Ma non è solo la piattaforma "naturale", il problema. Bisogna infatti anche arrampicarsi per raggiungerla, ed è questo ciò che terrorizza Paredes, che ha concluso la scorsa stagione al secondo posto: "È quella la sfida principale, l'arrampicata. Per me è il momento peggiore. Ieri mi sono potuto tuffare dal monolite, cosa che feci 3 anni fa, e ricordavo quanto fosse terrificante. Questa volta è andata meglio, ma i brividi non sono mancati."

Jonathan Paredes affronta le sue paure arrampicandosi sulle rocce per raggiungere la postazione. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Per altri è tutta una questione di capacità di adattarsi.

"Ogni volta che ho la possibilità di tuffarmi dalle scogliere, sento che quella è la cosa più bella che questo sport può donarmi, ad essere onesti," ha confessato la leggenda colombiana Orlando Duque http://cliffdiving.redbull.com/it_IT/athlete/orlando-duque. "È un luogo creato dalla natura, e siamo noi a doverci adattare per fare il nostro lavoro, cambiando l'angolo del tuffo, la posizione in aria, il tutto cercando di evitare le rocce, ed è questo che lo rende interessante. Dobbiamo prendere la nostra tecnica, appresa dopo anni di fatica, e riadattarla a una specifica situazione. Ma la prossima location potrebbe essere completamente differente, il che significa dover cambiare nuovamente."

Ad essere entusiasta non è solo Duque, tra gli atleti più esperti del pianeta: lo è anche la matricola Jessica Macaulay, al debutto ufficiale proprio nella magica isoletta chiamata dagli abitanti del posto "Anello della Principessa". E a giudicare la sua reazione, chissà che il suo entusiasmo non riesca a rivelarsi l'asso nella manica per una gara coi fiocchi: "Sulla cima della scogliera ero molto nervosa," ha affermato la 24enne inglese, che vive in Texas, "ma mi sono detta 'Questo è il momento giusto, devo farlo.' Quando sono entrata in acqua, ho provato una sensazione incredibile, un vero e proprio sollievo. Mi sono già tuffata dalle rocce, ma qui è tutta un'altra cosa. Dopo l'allenamento di oggi, mi sento però molto più sicura."

La nuova arrivata Jessica Macaulay in volo tra le due imponenti scogliere. Foto: Romina Amato/Red Bull Content Pool.

Qui, lo scorso anno, l'americana Ginger Huber riuscì a guadagnarsi un 10, la prima atleta donna a riuscirci, una vera impresa, tenendo anche conto della location. Qual è il segreto del suo successo?

"Tutto sta a trovare il punto giusto," rivela la 42enne. "Non so dire come fare a trovarlo, ma lo capisco immediatamente. Da quel punto ti puoi tuffare sapendo di poterlo fare senza pensieri, non importa come andrà. Una volta lì, sento di poter conquistare qualsiasi cosa."

"In quest'isola mi sento a casa," parola di Ginger Huber. Foto: Romina Amato/Red Bull Content Pool.

Per lei c'è qualcosa di speciale in questo posto, luogo che ospiterà la World Series femminile per la terza volta. "In quest'isola mi sento a casa. E lo stesso vale per altri atleti, è come se ci richiamasse a sé. Ad aiutarmi molto è proprio il desiderio di godermi il posto. Ci tuffiamo da scogliere nella maniera più naturale possibile, è tanto speciale quanto unico per noi."

Sabato mattina, gli atleti, sia uomini che donne, si sfideranno nei primi due round della gara tuffandosi da imponenti scogliere, ognuno concentrandosi a modo proprio. Quello delle Azzorre sarà un evento emozionante e imperdibile.

Segui la diretta

L'evento verrà trasmesso in diretta il 9 luglio dalle ore 14:30 su www.redbullcliffdiving.com, Red Bull TV e su Facebook. Red Bull TV è disponibile su Smart TV, console da gioco, smartphone, tablet e altro ancora. Per saperne di più, visita about.redbull.tv.

Non puoi seguire l'evento in diretta o vuoi vederlo nuovamente? Troverai un replay disponibile qualche minuto dopo la conclusione dell'evento.