Perché Paredes non riesce a vincere?

Jonathan Paredes
Tre gare, tre grandi partenze, tre cocenti delusioni per il messicano

La seconda metà della Red Bull Cliff Diving World Series 2017 prenderà il via questo weekend all'Hell's Gate, dove Jonathan Paredes ha ottenuto la sua ultima vittoria. Al messicano questo luogo porterà alla mente ricordi indelebili, ma forse non basteranno a tenerlo lontano dalle preoccupazioni e dalle delusioni di questa stagione turbolenta: nelle tre gare disputate, ha sempre concluso il primo giorno di gara al primo posto, salvo poi sgretolare tutto nei round finali e scordarsi il podio. Cosa sta succedendo quest'estate al "Maestro di stile", e perché non riesce a mantenere alta la qualità dei suoi tuffi?

Torniamo un momento a giugno. La pioggia battente e il vento nel primo giorno di gara diedero problemi a tutti gli atleti durante la gara inaugurale della stagione a Inis Mor, in Irlanda. Ma Paredes fu un vero e proprio raggio di luce: realizzò due primi tuffi davvero eccellenti, grazie ai quali prese il comando della classifica. Iniziò poi la seconda giornata con un altro tuffo superlativo, e prima del round finale, chiunque avrebbe scommesso sul talentuoso messicano.

Paredes prova per la prima volta il suo nuovo tuffo, in Irlanda. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Ma poi qualcosa andò storto: dopo anni di tuffi dal basso coefficiente di difficoltà, ma sempre eseguiti in maniera impeccabile, decise di provarne uno nuovo, il più complesso in assoluto per lui, un Forward 4 Somersaults 1 1/2 Twists (quattro salti mortali in avanti e un avvitamento e mezzo). Una nuova arma con cui poter strappare finalmente a Gary Hunt il titolo, e poter dominare questo sport in cui ha fatto faville.

"Mi sono sempre sentito all'interno della mia comfort zone negli ultimi cinque anni per via dei miei tuffi molto semplici," spiega Paredes. "Ma alla fine della scorsa stagione, quando ho ottenuto il podio a Dubai, non ero così felice, perché in ogni gara dovevo sempre sperare che qualcuno commettesse un errore. Anche eseguendo tuffi perfetti, la mia vittoria dipendeva dagli errori di qualcun altro."

"In quel momento compresi di dover cambiare qualcosa, e non solo per il campionato, ma anche per me, per sentirmi meglio. Dopo Dubai tornai a Madrid e dissi al mio allenatore che avrei preparato un nuovo tuffo, e da allora mi esercitai ad eseguirlo."

Dicevamo, l'Irlanda, dove il messicano anticipò il suo ultimo tuffo con una rincorsa che lasciò tutti col fiato sospeso. Ma non andò come previsto: Paredes entrò in acqua in maniera sgraziata, con un grosso "splash", e i giudici lo punirono con vari 4 su 10.

Due settimane dopo, come in un terribile déjà vu, la scena si ripeté nelle Azzorre, con la differenza che il nuovo tuffo venne al terzo round, facendo scendere Paredes al quarto posto.

È ormai chiaro che il tuffo non va come dovrebbe, ma nonostante tutto, l'atleta non si arrende e non prova nemmeno a tornare alla sua precedente lista di tuffi decisamente più semplici.

"Io e Orlando abbiamo parlato" ci ha detto, "ed è emersa una riflessione: se avessi eseguito i miei vecchi tuffi, avrei probabilmente vinto tutte e tre le gare. Possibile, ma non ci penso nemmeno a tornare in quella comfort zone."
Terza tappa, Italia, ancora una volta in vetta alla classifica prima del terzo round c'è un volto nuovo. Ma questa volta a rovinargli la festa è un errore nel tuffo più semplice. E, ironia della sorte, colmo di rabbia e voglia di rivalsa, nel round finale riuscì finalmente a realizzare quel suo tuffo così complesso, dimostrando di essere alla sua portata.

Pollice verso per il messicano dopo un'entrata in acqua da dimenticare: il terzo round in Italia è andato male, ma è riuscito a recuperare punti con il suo nuovo tuffo. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

"È stato frustrante, ovviamente," ha detto Paredes. "Forse avevo già i campionati mondiali a tenermi occupata la mente, ecco perché ho commesso quell'errore. In compenso, l'aver realizzato al migliore dei modi il mio nuovo tuffo e aver ricevuto un punteggio molto alto mi ha dato molta fiducia."

"Ad essere onesto, non è il tuffo a mettermi a disagio. Credo sia principalmente la pressione a farlo, con un livello qualitativo degli avversari in continua ascesa. Inoltre ho 28 anni, voglio essere al massimo delle mie capacità ora e non tra 2, 3 anni. Il fatto di volere tutto e subito mi mette addosso ancora più pressione."

Chissà che il tornare in Texas, dove ha ottenuto la sua ultima vittoria, non lo faccia rilassare, rimettere in ordine i pensieri e, infine, salire nuovamente sul podio.

Jonathan Paredes ha iniziato la sua sessione di allenamento in una palestra per giocatori di football, in compagnia dell'ex linebacker NFL David Vobora. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

"Ho gran bei ricordi associati al Texas, e spero di arrivare primo come lo scorso anno. Voglio lottare non solo per il podio, ma anche e soprattutto per il titolo. È davvero frustrante il fatto di non essere mai salito sul podio quest'anno, ma sento che la seconda metà della stagione andrà meglio."

Segui la diretta

L'evento verrà trasmesso in diretta il 3 settembre dalle ore 22:00 su www.redbullcliffdiving.com, Red Bull TV e su Facebook. Red Bull TV è disponibile su Smart TV, console da gioco, smartphone, tablet e altro ancora. Per saperne di più, visita about.redbull.tv

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