Solo quelli più in forma sopravvivono

Jonathan Paredes
Tenere a bada gli infortuni è la chiave per vincere in uno sport faticoso come il cliff diving

La Red Bull Cliff Diving World Series 2018 è quasi agli sgoccioli con la tappa di Mostar, la penultima dell'anno, e lo stress dovuto all'aver disputato 3 gare nel giro di 5 settimane inizia a farsi sentire. Dolori, stanchezza e infortuni hanno segnato l'élite del cliff diving nell'ultimo periodo, e la pressione non risparmia nemmeno chi si è salvato da simili imprevisti ed è ancora in carreggiata, perché i fastidi possono essere sia di natura fisica che, soprattutto, mentale, e solo i più duri sopravvivono.

"Quella in Bosnia è la sesta tappa dell'anno," ha affermato Jonathan Paredes, Messico. "Abbiamo viaggiato e gareggiato molto negli ultimi tre mesi, è stata davvero dura. I nostri corpi non ce la fanno più a sopportare la fatica".

Sembrerà esagerato, ma bisogna tenere in considerazione questo: i cliff diver si tuffano da piattaforme poste a 27 metri di altezza, ed eseguono salti mortali, avvitamenti e acrobazie che violano le leggi della gravità, raggiungendo l'acqua in 3 secondi ad una velocità di 85 km/h con un impatto di 10G. Per i fan è uno spettacolo, ma per gli atleti il mantenersi in forma per affrontare simili sfide è una battaglia costante.

Tre diver titolari sono stati vittime di infortuni nelle ultime settimane: l'americano David Colturi e la tedesca Anna Bader sono ufficialmente fuori dai giochi, mentre il colombiano Orlando Duque spera di tornare in azione almeno per la finalissima di Polignano.

"Mi sono preparato al meglio in Messico nel periodo pre-stagionale," ha affermato Paredes, che sta lottando per difendere il titolo World Series. "Ma al momento devo prendermi molta cura del mio corpo. Non salgo troppo spesso sulla piattaforma; ho bisogno di riposo e di concentrarmi su ciò che devo fare. Se mi alleno, lavoro sulla qualità e non sulla quantità, non posso commettere errori. Salire e commetterne uno non mi porta da nessuna parte. Devo assicurarmi invece di eseguire ogni tuffo al massimo delle mie capacità."

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È stata una stagione faticosa per Jonathan Paredes, passata a difendere il titolo. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

Un allenamento fatto bene nel pre-stagione e con la qualità come obiettivo principale sono cruciali per tenere alla larga gli infortuni. Ma a 29 anni Paredes è all'apice della sua forma, e non deve ancora fare i conti con i problemi fisici legati all'età. Come fanno gli atleti over-30 a gestire lo sforzo fisico che il cliff diving comporta?

"Quando entrai nella World Series ero uno dei più giovani, mentre ora sono tra i più vecchi," ha affermato il 36enne inglese Blake Aldridge. "Ovviamente più si invecchia, più si accusa l'impatto sul corpo, che non è pensato per subire una simile forza. Cerco di prendermi cura di me stesso in maniera intelligente, mangiando, dormendo e facendo stretching nel migliore dei modi."

"Lo so che il mio corpo non regge gli stessi tuffi di quello di un atleta più giovane, ma fortunatamente sono nel campionato da tanto, e ho sufficiente forza mentale per competere anche se non ho preparato come si deve il tuffo."

"Tanti atleti si fanno male, diventa sempre più frequente, con i tuffi che sono via via più complessi e la competizione che è sempre più dura. Il campionato ne trae giovamento, ci sono colpi di scena continui, ma è anche più difficile per noi."

Lysanne Richard sa benissimo cosa vuol dire infortunarsi. La canadese è stata fuori per tutto il 2017 a causa di un infortunio al collo, ma per fortuna è tornata brillantemente in azione in questa stagione.

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Il tuffo di Lysanne Richard dalla piattaforma a 20 metri di altezza, durante gli allenamenti a Mostar. Foto: Romina Amato/Red Bull Content Pool.

"Al momento mi sento davvero bene," ha affermato la Richard. "Ho delle belle persone al mio fianco, mi hanno aiutato tanto. Mi prendo cura di me stessa dormendo e mangiando correttamente, ma anche una terapia azzeccata ha contribuito al mio ritorno. È vero, l'impatto è pesante per il corpo. Ci prendiamo cura delle cose a piccoli passi, per evitare di infortunarmi nuovamente. Credo che il mio segreto sia ricevere cure mirate e regolari."

Il metodo sembra funzionare per la 37enne, madre di tre figli, mentre le sue avversarie devono vedersela con fastidi dovuti dal ritmo incessante delle gare. La Richard invece è tornata alla grande: "Continuo a migliorare di tappa in tappa. Oggi mi sento molto più forte di quando ho gareggiato in Svizzera."

Oltre ai propri metodi i diver hanno un altro asso nella manica: la fisioterapista Angela Passenbrunner, che viaggia con loro e li segue ad ogni tappa.

"Angy è molto importante per noi," parola di Paredes. "È lei che ci accompagna in ogni gara. Mi aiuta con la tensione della zona lombare e delle gambe, sono felice di averla al mio fianco."

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Angela Passenbrunner al lavoro nell'area atleti di Mostar. Foto:Romina Amato/Red Bull Content Pool.

Il cliff diving è uno sport faticoso che viene disputato nell'arco di quattro mesi costellati di gare, e ogni diver ha il proprio metodo per affrontare lo stress. Ma è chiaro che ad essere fondamentali sono una preparazione pre-stagione rigorosa, una corretta routine con un occhio di riguardo alla dieta e al sonno, e un ottimo allenamento sia mentale che fisico, tutti elementi cruciali per vivere una stagione senza infortuni. Tuffa, mangia, dormi, ripeti.

Segui la diretta

Questo evento verrà trasmesso in diretta l'8 settembre alle 13:15 su www.redbullcliffdiving.com, Red Bull TV, Facebook, & YoutubeNon puoi seguire l'evento in diretta o vuoi vederlo nuovamente? Troverai un replay disponibile qualche minuto dopo la conclusione dell'evento.

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