Gli angeli custodi del cliff diving

Safety divers
Il ruolo del team di medici e di scuba diver che si occupano della sicurezza degli atleti è fondamentale in uno sport del genere

Un fischio assordante rompe il silenzio carico di preoccupazione a seguito dell'impatto con l'acqua di Serio Guzman, a 85 km/h, ma di pancia. Il team di sub interviene immediatamente: si immergono per recuperare il diver, che ha perso conoscenza, e lo riportano in superficie; ne mettono al sicuro la testa e lo posizionano sulla barella. Dopo qualche momento, il messicano alza il braccio e saluta la folla: un sollievo per tutti, ma per gli atleti in particolare, testimoni di un salvataggio dopo un impatto con l'acqua non corretto. Non possono che nutrire fiducia sconfinata nel team di soccorso.

"Nel cliff diving, può andare tutto male. Un infortunio al collo, alla schiena, al ginocchio, al coccige: la lista di incidenti è lunghissima", parola di Hassan Mouti, il competition director della Red Bull Cliff Diving World Series. "Il ruolo principale del team di sub è quello di garantire la sicurezza degli atleti, ed è perennemente in contatto con loro. L'ultima cosa che un diver vede prima di tuffarsi sono i membri del team, i quali gli danno l'ok per iniziare, ma anche la prima quando riemergono dall'acqua. È un rapporto stretto, fondamentale." Mouti, che è stato un atleta fino al 2013, sa bene quanto sia importante la sicurezza nel suo sport. Nel 2011 ebbe un incidente durante gli allenamenti, e venne portato all'ospedale con una ferita ad un polmone.

Gli scuba diver sono posizionati in maniera strategica, e in alcune location dove la corrente è forte, come a Mostar, si tengono ben stretti a dei salvagente: nel momento in cui l'atleta entra in acqua, loro entrano in azione, lo monitorano e si assicurano che tutto sia ok. "Non è semplice essere uno scuba diver o un membro del team medico qui a Mostar: giù il cappello e grazie mille per il loro impegno," ha affermato l'americano David Colturi "fanno davvero un ottimo lavoro e il sapere che c'è gente così in gamba ad aiutarci e a garantire la nostra sicurezza non fa che allentare la pressione."

Brutto incidente per Sergio Guzman, ma per fortuna c'era il team di soccorso ad aiutarlo. Foto: Dean Treml/Red Bull Content Pool.

E sapere che sott'acqua c'è qualcuno a preoccuparsi per te è un gran peso in meno sulle spalle degli atleti che stanno per tuffarsi dai 21 e dai 27 metri. "Dalla piattaforma della categoria femminile, si impatta l'acqua ad una velocità tra i 77 e gli 80 km/h", lo sa bene Rhiannan Iffland, australiana, attuale campionessa in carica, "è facile immaginare gli effetti di un errore; a volte sembra di schiantarsi contro una superficie di cemento, anche quando l'ingresso viene eseguito perfettamente." Il team che si occupa della sicurezza dona agli atleti una sensazione di tranquillità e protezione prima di ogni tuffo, momento permeato di una paura che però è necessaria, secondo Adriana Jimenez: "Se non senti quella sensazione c'è qualcosa che non va, perché quella paura ti fa comprendere che ti trovi ad un'altezza fuori dal comune, e ti fa stare sull'attenti."

L'altezza è un altro fattore cruciale nel cliff diving, "perché influenza il tempo passato in aria dagli atleti, e in funzione della stessa calcolano con precisione il tuffo e l'ingresso in acqua," spiega lo sport director Greg Louganis, "e l'obiettivo di tutti è di 'sparire' in quel momento, un po' come fa Jonathan Paredes." Il messicano è celebre per i suoi tuffi precisi e immacolati.

L'impatto da quell'altezza e a quella velocità è devastante, e l'acqua, per certi versi, è il più temibile dei nemici. "Gli scuba diver sono veri e propri angeli, fratelli e sorelle degli atleti, perché si trovano al posto giusto nel momento del bisogno," ci tiene a precisare Colturi. "Si assicurano che sia tutto ok, e quando esci dall'acqua, solitamente, gli dai un cinque. Sono loro a segnare l'inizio e la fine di ogni tuffo."

Gli "angeli custodi" del cliff diving in posa per una foto nelle inarrestabili acque del fiume Neretva, sotto lo Stari Most. Foto: Predrag Vuckovic/Red Bull Content Pool.

Per gli uomini e le donne in tuta da sub, la sicurezza di ogni diver è in cima alla lista delle priorità, e il salvataggio di Sergio Guzman durante la penultima tappa della Red Bull Cliff Diving World Series fa parte del loro lavoro. Il 26enne è stato dimesso dall'ospedale e al momento è a casa sua, in Messico.

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