Il Red Bull Cliff Diving è tutta una questione di corpo e mente

Nikita Fedotov
Uno sguardo ravvicinato alle meccaniche mentali e fisiche di ogni tuffo

Ogni tuffo dalle grandi altezze non è solamente un gesto atletico incredibilmente scenografico: di mezzo ci sono anche scienza, fisica e tanti numeri, come i 27 metri di altezza da cui prendono lo slancio i diver, o gli 85 Km/h che raggiungono in aria, o i 3 secondi che separano la piattaforma dall'acqua, che impattano con una grande forza. Un delicato equilibrio di grazia e potenza in cui ogni minimo errore conta: la concentrazione è una delle skill più preziose del cliff diver professionista, ma come dimostra il video in alto si tratta di uno sport che richiede un parco abilità sconfinato, una sorta di mix del meglio di tante altre discipline ugualmente complesse e spettacolari.

L'accelerazione di un bolide da Formula 1, la G-Force che subiscono i piloti della Red Bull Air Race durante le loro evoluzioni anti-gravitazionali, gli impatti che ogni biker della Rampage ha vissuto sulla sua pelle dopo un salto più alto del previsto, il controllo del corpo che i b-boy mettono in atto durante le loro performance da capogiro, l'equilibrio che lo slackliner mette a dura prova durante una passeggiata sul vuoto, lo stile di un freestyler in sella alla sua moto da cross, gli avvitamenti vorticosi tipici di chi pratica windsurf, sci e snowboard. Insomma, il cliff diving è tutta una questione di corpo, ma anche di mente. E il cliff diving non è uno sport per tutti: 14 uomini e 10 donne si sfideranno in un campionato all'insegna di tuffi mozzafiato in location uniche, in giro per il mondo. Quest'anno la serie si svolgerà a partire dal 2 giugno e fino al 23 settembre, giorno della finalissima di Polignano a Mare.