Per prima cosa atterra con i piedi

Il cliff diving e il wakeboarding si incontrano

Il leader della World Series Steven LoBue ha incontrato il wakeboarder professionista David O'Caimoh per discutere delle similitudini e delle differenze tra i loro sport acquatici.

Non ci è voluto molto prima che i due atleti professionisti si trovassero d'accordo su un punto: il controllo in aria. "Guardando dall'esterno entrambi gli sport, il wakeboarding e il cliff diving, la prima cosa che si nota è che è necessario avere un certo controllo del proprio corpo in aria, perché si fanno voli, salti, avvitamenti, tutti parte integrante delle discipline," spiega lo "spinmaster" LoBue, seguito da O'Caimoh. "Serve anche un core molto forte, ed è anche fondamentale atterrare con i piedi".

È il numero di avvitamenti e giri che cambia da uno sport all'altro. Un cliff diver può compiere fino a 5 salti mortali in meno di 3 secondi, mentre per un wakeboarder realizzare due flip e un intero avvitamento è già un'impresa incredibile. "Un wakeboarder deve essere bravo a ridurre al minimo l'entità di flip e twist, per poterli fare tutti in una run; vanno fatti consecutivamente, quindi è importante eseguirli bene anche sul lungo termine," LoBue è impressionato.

D'altro canto il 4 volte campione europeo di wakeboard vede molto più semplice apprendere un nuovo trick nel suo sport. Steven spiega che per farlo deve tornare alle basi, e lavorarci in piscina, scomponendo il tutto in tre piccoli segmenti per poter apprendere un nuovo tuffo. Inoltre, serve anche una certa forza mentale per poterli ricomporre ed essere in grado di eseguire il tuffo nella sua interezza dai 27 metri di altezza. Come sottolinea David, i wakeboarder possono in un certo senso "barare": "Possiamo far rallentare la barca, o ridurre l'impatto del cavo, mentre nel cliff diving c'è poco da fare, non si può rallentare tuffandosi da 27 metri, l'acqua si impatta sempre a 80 km/h. Ecco perché siamo avvantaggiati" spiega.

Di certo, in entrambe le discipline, subito dopo le acrobazie c'è l'impatto con l'acqua, ma mentre i cliff diver cercano l'impatto perfetto, l'entrata pulita e senza schizzi, David spiega che per i wakeboarder le cose sono un po' differenti: "L'idea è che si impatta l'acqua ad una grande velocità di movimento, e più che atterrare, si quasi scivola sull'acqua. Un po' come farebbe un aereo".

La spiegazione affascina e non poco Steve: "Adoro la sensazione di scivolare sull'acqua, è molto diverso dall'impatto da una grande altezza. Sono cresciuto facendo skateboard, concettualmente è simile come cosa, quindi capisco a cosa si riferisce e mi piace".

Il 24enne David ha anche avuto un primo, timido contatto con il cliff diving, e la cosa gli piace non poco, tant'è che è pronto ad alzare il livello della sfida: "Mi sono tuffato dagli 8 metri di recente, ma se qualcuno me lo fa fare, proverò a tuffarmi dai 15 metri". Steve, te la senti di aiutarlo?